BEST WESTERN Hotel Firenze
Verona Hotel quattro stelle

  • italiano
  • English
  • español
  • français
  • Deutsch
  • русский
  • 日本語
  • 中文


Storia del BEST WESTERN Hotel Firenze a Verona

Data di arrivo Data di arrivo
Data di partenza Data di partenza
Ospiti per camera
Adulti Bambini Età

 

Hotel Firenze di Verona 1930 La grande Storia, fatta di eventi, rischia di trascurare la storia individuale, fatta di persone. La seconda confluisce nella prima, ovvio, ma non la si riconosce più, la si smarrisce. Raccontare storie di famiglia ha questo senso, non trascurare e non perdere. Forse anche aiutare a capire meglio la grande Storia, qualche volta persino a scriverla, se manca. Nel raccontare la Storia delle famiglie Girelli e Trucchi innanzitutto a noi stessi – gli eredi dei pionieri – e ai nostri ospiti, ma anche ai veronesi, speriamo di collaborare a una Storia più grande, ancora da scrivere.

 

Silvino Girelli, classe 1985. Ettore Girelli classe 1893. Sono giovanissimi, quando abbandonano come tanti, la campagna del veronese e vanno a cercare fortuna all’estero. Ettore è praticamente un bambino, Silvino poco più che ventenne già sposato con Angelina: allora, a vent’anni si era già uomini fatti con delle responsabilità. Il primo figlio di Silvino, Giovanni Aldo nascerà a Zurigo nel 1911. Non sarà un paradiso al di là delle Alpi ma forse c’è da sbarcare il lunario. Il più grande è ristoratore, il minore è pasticciere. Quando scoppia il primo conflitto mondiale i due Girelli cedono al richiamo della Patria: si arruolano volontari nel Regio esercito corpo degli Alpini.
Passata la Grande Guerra, nel 1920, i risparmi messi da parte con il lavoro di emigrati rendono giustizia ai 2 fratelli che iniziano l’avventura dell’ospitalità nella città natale. In piazza della Cittadella, al civico 22, nasce la prima casa dei Girelli e si tratta di una antica stazione di posta per cavalli, che prenderà il nome di Cavallino. Nel 1925 entra in scena un nuovo personaggio della nostra storia: è l’albergo Firenze, una seconda casa destinata ad accogliere ospiti, per ristoro e soggiorno. La casa è sita al civico 88 di corso Vittorio Emanuele divenuto poi corso Porta Nuova. Difesa dalle mura urbane, all’ingresso della città storica, presso la monumentale porta sanmicheliana, crocevia di importanti passaggi, fulcro e baricentro della città borghese. Ma nel 1922 si è aggiunto un altro elemento strategico: appena al di là dei Bastioni a due passi da Porta Nuova, si accede alla stazione ferroviaria che porta lo stesso nome. Gli affari vanno bene. Al Firenze, che debutta nel 1926, sono all’opera Silvino, il primogenito, con la sua famiglia, la sposa Luigia detta Angelina e i figli, Giovanni Aldo e Maria Ada. Al cavallino procede l’attività di Ettore, il pasticcere, insieme alla sposa Assunta Costantina Bertasi e alla figlia Maria Pierina, nata nel 1921.
Non tutto va bene. Nel 1937 Ettore muore di una strana influenza che la scienza di allora non riesce ad identificare con un nome. Si porta via il più giovane dei Girelli, che ha appena passato i quarant’anni. Lascia due donne sole, una giovane vedova, anche lei appena quarant’enne, e una giovanissima orfana di 17 anni, a vedersela con l’impresa oltre che con il lutto.Hotel Firenze 1950 post guerra Assunta è, al contrario del suo sposo, destinata a una vita lunghissima, che si chiuderà nel 1992, pochi mesi prima di compiere i cento anni.
I bombardamenti della seconda guerra mondiale procurano cospicui danni all’albergo di Silvino, proprio per la posizione strategica, vicino alla stazione ferroviaria. Il cavallino, invece, viene risparmiato e continua a lavorare: diciamo che lavora per due poiché, quando inizia l’epopea della ricostruzione, permette alla famiglia Girelli di far ripartire l’avventura originaria dei due pionieri. La volontà di far ripartire anche la casa del civico 88, il Firenze è una sola, per tutti i cognati e i cugini.


  Sono gli anni cinquanta, il Cavallino, la cui ininterrotta attività ha consentito anche il rinnovo straordinario del Firenze, è arrivato a fine carriera. L’edificio di piazza Cittadella è destinato alla demolizione. È l’occasione

di concentrare tutto l’impegno sul Firenze: puntare sul futuro anche ciò che ci viene dal passato. Peccato che il Cavalier Silvino e la moglie Angelina non facciano in tempo a godersi il boom turistico dei mitici anni Sessanta. I nuovi protagonisti del Firenze sono Maria Ada con il figlio Sergio, Aldo Giovanni con il figlio Silvio e la cugina Mariuccia. Accanto a lei, il marito Luigi Trucchi, detto il Professore, e le 2 figlie Cristina e Cecilia. Luigi Trucchi è veronese, classe 1912, quasi coetaneo di Aldo. Viene da un mondo diverso: il soprannome gli deriva infatti, dalla professione di Maestro di Musica,. che abbandona per lanciarsi anche lui nell’avventura dell’ospitalità insieme a Mariuccia e ai cugini Girelli. Nel 1969 la grande famiglia decide di operare un altro radicale rinnovo, ricostruendo totalmente l’albergo. Segno che la casa è davvero una protagonista della Storia. Chi sceglie un albergo lo sa, che la casa è importante tanto quanto la conduzione: le mura e Hotel Firenze 1969le persone, insieme, fanno l’accoglienza. Il talento e la deduzione di tutti i protagonisti fanno decollare il nuovo Hotel e si apre un ultimo quarto di secolo di soddisfazioni. Se le stelle della classifica alberghiera possono rappresentare i traguardi raggiunti, eccone una di più, la quarta che viene a completare il biglietto da visita del Firenze: riconoscimento formale ad una sostanza già nota e apprezzata dai clienti.                                                                              

Le nuove generazioni, Girelli e Trucchi, sono tutte cresciute ed è una donna, Cristina a dedicarsi da subito a raccogliere la tradizione, lavorando in albergo: degna erede di Maria Pierina, giovane signora del Cavallino, sua madre. Purtroppo Mariuccia muore nel 1986 e pochi anni dopo, nel 1990, anche suo cugino Giovanni Aldo, uno dei due figli di Silvino, abbandona la scena. I pionieri e la seconda generazione, lasciano spazio alla terza. Solo la nonna Assunta Costantina resiste al passare del tempo, ancora due anni fino al 1992, e ha già qualche pronipote. Chissà che qualcuno di loro non riveli il genio dell’ospitalità: pasticceria, gastronomia, hotellerie. Ma come è tradizione della nostra famiglia, accanto ai sogni ci sono i progetti realizzati. Tocca ai nipoti di Assunta, Cristina Cecilia Sergio e Silvio, dare inizio alla loro rivoluzione. Dal 1996 al 2001, l’ultima soddisfazione del Professore è veder realizzato da chi ha raccolto la sua passione per i sogni possibili, un nuovo restyling radicale dell’Hotel Firenze, che arriva a essere tre volte la casa del 1926, per dimensione. Nessuno può rimanere estraneo alla passione che la casa al civico 88 è capace di generare. Talmente forte che dilaga, ai civici vicini. È del 2001 infatti l’apertura di un piccolo residence urbano adiacente all’Hotel, in Corso Porta Nuova. Il suo nome, in memoria dei pionieri, è Al Cavallino. Verona l’aveva perso, Verona lo ritrova.esterno hotel E, ancora una volta, le date della famiglia e della città coincidono: la nova gemmazione è pronta nel 2003 per il Vinitaly, manifestazione che ha reso Verona famosa nel mondo, rinnovando la tradizione della fiera agricola ottocentesca. E anche il residence urbano è una felice intuizione dei tempi: come a Parigi, Londra, Barcellona, Milano. Verona è diventata una delle più dinamiche capitali del Nordest, la clientela business a cui il Firenze è sempre stato attento, chiede questo nuovo formato alloggio, gestito professionalmente. È l’ultimo successo che il Professore riesce a vedere, perché anche la sua indomabile fibra cede alla Nera Signora, nel 2005. I grandi vecchi sono tutti andati, Maria Ada, ultima figlia di Silvino e cugina di Mariuccia, è morta nel 2003. E c’è la quarta generazione già schierata: Sofia e Giovanni Girelli, Alvise Zamarchi, Ettore, Giulia ed Edoardo Carli.

La storia, da qui in avanti, è futuro.

 

 

 

 

Powered by Present S.p.A.

Mobile version