BEST WESTERN Hotel Firenze
Verona Hotel quattro stelle

  • italiano
  • English
  • español
  • français
  • Deutsch
  • русский
  • 日本語
  • 中文


Roméo et Juliette di Charles Gounod - BEST WESTERN Hotel Firenze Verona

Data di arrivo Data di arrivo
Data di partenza Data di partenza
Ospiti per camera
Adulti Bambini Età

Ogni nostro cliente avrà la possibilità di connettersi gratuitamente a internet tramite Wi-Fi

Opera in 5 atti di
Charles Gounod

Libretto di
Jules Barbier -Michel Carrè

Direttore  d'orchestra            Marko Letonja
Regista                                Francesco Micheli
 

INTERPRETI
Juliette                 Marina Rebeka
Stéphano               Nino Surguladze
Roméo                  Francesco Demuro
Tybalt                   Paolo Antognetti
Mercutio               Mario Cassi
Frère Laurent        Giorgio Giuseppini
 

OPERA

ATTO PRIMO
Nel palazzo dei nobili Capuleti (Capulets) a Verona si tiene una festa in maschera. Tra gli invitati si aggirano Tebaldo (Tybalt), cugino di Giulietta (Juliette), e Paride (Pâris), promesso sposo della fanciulla. Giunge il padrone di casa, che presenta la figlia Giulietta ai suoi ospiti. Arriva alla festa in incognito un altro gruppo di giovani: tra essi vi è Romeo (Roméo), della famiglia rivale dei Montecchi (Montaigus), e il suo amico Mercuzio (Mercutio). Romeo, oppresso da tristi sogni premonitori, è incerto se rimanere in quel luogo pericoloso. Mercuzio lo deride garbatamente e gli ricorda la natura fallace e menzognera di Mab, regina dei sogni. Appena vede Giulietta, Romeo se ne innamora perdutamente. La nutrice Geltrude (Gertrude) vanta a Giulietta le doti di Paride, ma la giovane non si sente pronta per il matrimonio e teme di soffrire per amore. Rimasto solo con lei, Romeo le manifesta la sua intensa emozione, ma la sua identità è scoperta da Tebaldo. Romeo si allontana trascinato da Mercuzio mentre il padre di Giulietta placa Tebaldo ed esorta i suoi invitati a continuare le danze.

ATTO SECONDO
È notte. Aiutato dal paggio Stefano (Stéphano), Romeo si introduce furtivamente nel giardino dei Capuleti, contempla la finestra illuminata della camera di Juliette e loda la bellezza dell’amata: Giulietta appare al balcone e gli confessa di ricambiarlo. Il loro incontro è interrotto da Grégorio e altri valletti dei Capuleti che sospettano la presenza di un intruso. Geltrude depista i servitori. I due innamorati riprendono il loro colloquio amoroso e si giurano reciprocamente amore eterno. Romeo se ne va, augurando dolcemente la buona notte all’amata.

ATTO TERZO
Quadro primo
Romeo si reca da fra Lorenzo (frère Laurent), seguito da Juliette con la nutrice Geltrude: i due giovani chiedono di sposarsi. Il religioso accetta, nella speranza che il loro amore possa spegnere antichi astii familiari. Celebrata la cerimonia, Giulietta si allontana con la nutrice, in attesa di rivedere l’amato la sera stessa.

Quadro secondo
Nella strada di fronte alla dimora dei Capuleti, il paggio di Romeo, Stefano, sta cercando il suo padrone, e racconta la storia di una tortorella che presto scapperà dal nido per amore. Questa chiara allusione alla vicenda di Giulietta provoca la collera dei Capuleti. Grégorio, in compagnia di altri valletti, sfida a duello Stefano. Mercuzio interviene per dare man forte al paggio, e a quel punto anche Tebaldo si aggiunge alla mischia. Giunto sul luogo della rissa, Roméo cerca di ristabilire la pace, ispirato dall’amore e incurante delle accuse di viltà che gli vengono mosse dai Capuleti. Tuttavia le sue esortazioni restano senza esito: Tebaldo uccide Mercuzio e allora anche Romeo reagisce e trafigge Tebaldo che, in punto di morte, chiede al padre di Giulietta di affrettare il matrimonio con Paride. Il duca di Verona, che ha assistito alla parte finale della contesa, prende atto del dissidio incolmabile che divide le famiglie, ed esilia Romeo da Verona, intimandogli di abbandonare la città entro la sera stessa.

ATTO QUARTO
Quadro primo. È notte. Nella stanza di Giulietta la fanciulla perdona Romeo per l’uccisione del cugino, che egli ha colpito per legittima difesa. I due giovani si salutano: allo spuntare del giorno Romeo deve lasciare Verona. Rimasta sola, Giulietta si fa forza per affrontare la prova.
Quadro secondo. Subito dopo la partenza di Romeo giunge Capuleti con fra Lorenzo per organizzare le nozze di Giulietta e Paride. Rimasti soli, il religioso comunica alla sua protetta il suo piano: deve bere un narcotico da lui preparato, così tutti la riterranno morta e il giorno successivo, al suo risveglio, potrà fuggire con Romeo. La fanciulla si affida al suggerimento e ingerisce la pozione.
La cerimonia nuziale ha inizio, ma Giulietta viene meno, tra lo sgomento generale.

ATTO QUINTO
Poiché nessuno ha potuto avvisare Romeo dello stratagemma, il giovane crede che Giulietta sia effettivamente morta. Giunge alla cripta dove sono sepolti i Capuleti e in preda alla disperazione, alla vista dell’amata esanime eppure bellissima, beve un veleno mortale poco prima che lei si risvegli.
I due giovani fanno in tempo a riconoscersi e a dichiararsi reciprocamente il loro amore eterno, poi Giulietta si uccide con un pugnale per essere per sempre unita a Romeo.

 

STORIA

Come nel caso di Faust, anche l’origine di Roméo et Juliette è legata all’Italia: risale infatti al 1841, quando Gounod, residente a Villa Medici dopo aver vinto il Prix de Rome nel 1839, inizia a musicare un Giulietta e Romeo su libretto italiano. Passano gli anni, quattordici per l’esattezza, ed ecco giunto il momento di poter riprendere il progetto giovanile a lui tanto caro. Fugge da Parigi, perché gli sembra impossibile lavorare dove non esiste il silenzio dello spirito, e si rifugia a Saint-Raphaël. Qui ritrova suggestioni ‘italiane’ e scrive alla moglie delle emozioni donategli dalla campagna di Fréjus che, con i suoi resti di antichi acquedotti, tanto ricorda la campagna romana. È l’aprile 1865, la fuga pare quella per Mireille in Provenza; anche in questo caso isolamento e frenesia creativa. Quella frenesia che lo divora quando lavora a un soggetto di cui è innamorato, portandolo spesso alle soglie di terribili crisi di nevrastenia, tormento costante della sua esistenza. Il furor creativo dura quattro mesi: il 10 luglio 1865 Roméo è terminato. Gounod vi tornerà sopra l’anno successivo, per comporre il secondo quadro del quarto atto, il matrimonio di Giulietta con Paride, aggiunta spettacolare voluta con ogni probabilità dal direttore del Théâtre Lyrique, Léon Carvalho; scena assente in Shakespeare, è una delle poche infedeltà del libretto. Equilibrato ed essenziale, il testo di Barbier e Carré è senza dubbio tra i loro migliori, e coniuga efficacemente le esigenze strutturali del melodramma a un dignitoso rispetto del dramma shakespeariano.
Unica tra le opere di Gounod divenute celebri a conoscere un immediato successo di pubblico e critica, Roméo et Juliette non sfuggì però al destino di successivi riadattamenti che caratterizza buona parte della produzione operistica del compositore parigino. A parte cambiamenti marginali, che sono testimoniati dalle numerose edizioni a stampa che seguirono la ‘prima’ del 1867, fu la ripresa del ’73 all’Opéra-Comique a richiedere più sostanziose modifiche. Se ne occupò Bizet, direttore d’orchestra per l’occasione, che provvide tagli e ‘accomodi’ vigilato da Londra dall’amico Gounod, di volta in volta combattivo o accondiscendente. Un nuova versione venne quindi preparata per l’approdo trionfale all’Opéra (1888). Per l’occasione l’autore musicò tutti le sezioni parlate, compose l’irrinunciabile balletto, ripristinò l’ingresso del duca di Verona nel finale terzo e il cortège nuptial et épythalame nel finale quarto, assenti nel 1873. Più fastosamente decorativa, quest’ultima versione andava per certi aspetti in direzione differente rispetto alle intenzioni originarie di Gounod; portato per istinto e per gusto alla scorrevolezza dell’articolazione drammaturgica,Gounod mal sopportava le divagazioni cerimoniali imposte dall’Opéra.

 

Torna ad eventi in Arena e consulta i prezzi
Vai al Calendario completo
Torna alla home

Powered by Present S.p.A.

Mobile version View Desktop version